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lunedì 3 ottobre 2011

Tritolo Monday Morning


Esistono i Clasico e il Superclasico noi abbiamo il Tritolclasico. Deve aver visto qualche partita perché ci vuole una settimana per leggerlo tutto. Divertitevi.


Questa settimana nessuno ha bussato furioso alla mia porta. Eppure sul gol di Ruidiaz dell’Universitario ho urlato parecchio. Anche qui non per ragioni di tifo, ma perché Andy Polo, classe 1994, nel giorno del suo compleanno ha fatto un’azione pazzesca prima di dare l’assist vincente al compagno nella partita contro il Godoy Cruz. Chiamano Polo “l’Eto’o del SudAmerica” e lo paragonano a Cristiano Ronaldo. Al momento, non è niente di più che un Edgar Alvarez giovane, grande velocità ma tecnica piuttosto grezza. Certo, avesse il giusto maestro…

- La “figura” della settimana: Mario Fernandes, terzino destro del Grêmio. Convocato da Menezes per il Superclásico de las Americas, non prende l’aereo che avrebbe dovuto portarlo in ritiro. Rifiuta la convocazione (cosa che era successa soltanto due volte in passato nella storia della Seleção, con Leandro, che come Mario Fernandes era un terzino destro, nel 1986, e con Arilson, che come Mario Fernandes era del Grêmio, nel 1996). Almeno sembra. La stampa brasiliana impazzisce, non capendo i motivi della drastica scelta. Il Grêmio con un comunicato annuncia che la decisione del giocatore è stata frutto di motivi personali, e che si allenerà da subito con il resto della rosa. Poi, finalmente, salta fuori la verità. Dopo la partita contro l’Avaí il nostro era andato a festeggiare in un locale che si chiama Be Happy. Evidentemente era talmente happy da dimenticarsi della nazionale. E la sua società, per tutelarlo, si è affrettata a insabbiare la storia con una scusa. Peccato che la Federazione brasiliana avesse messo a disposizione del giocatore un altro volo: ma a quel punto, dopo quell’annuncio, il Grêmio non poteva permettersi altre figuracce. Così Mario Fernandes ha dovuto rinunciare, probabilmente per sempre, alla nazionale.

- La squadra della settimana: la Liga de Quito senza dubbi. In crisi in campionato, minacciata di smembramento nella prossima stagione se non dovesse qualificarsi alla Copa Libertadores, ha risposto in campo prima prendendosi (mezza) rivincita della semifinale di Sudamericana dello scorso anno contro l’Independiente, battuta 2-0 nell’andata degli ottavi del torneo, poi con un eroico Clásico contro il Deportivo in trasferta. Sotto di un gol e in nove dal 35’ del primo tempo per due espulsioni el Albo ha pareggiato con Equi Gonzalez su punizione e tenuto l’1-1 fino a fine partita. Un punto inutile per la classifica, ma una partita straordinaria. Non mi sorprenderebbe vedere Bauza vincere la Copa Sudamericana per poi salutare tutti e dimettersi da vincitore. D’altronde, l’ha detto lui che questo ciclo è finito…

- La partita della settimana: Vasco-Corinthians, prima contro seconda del Brasileirão. 2-2, tante azioni, bei gol (quello di Fagner è una sintesi calcistica stupenda: contropiede e tecnica individuale, una rarità) e soprattutto un risultato psicologico importante. Corinthians che rimonta due volte lo svantaggio, si lamenta per un rigore non concesso e sfiora la vittoria nel finale; Vasco che perde Juninho Pernambucano per un infortunio al polpaccio sinistro (muscolo notoriamente delicatissimo); Vasco che deve pensare anche alla Copa Sudamericana (schiererà molte riserve ai 3500 metri di Cochabamba contro l’Aurora, ma comunque è una trasferta rognosa perché spezza la programmazione settimanale degli allenamenti); Corinthians che invece non ha questo problema e può pensare solo al campionato; rientro di Adriano nel Corinthians vicinissimo; altre inseguitrici che si fanno la guerra tra di loro (San Paolo e Flamengo, Santos e Fluminense), o che perdono il ritmo (Botafogo, complice la solita Copa Sudamericana). Viste le premesse, sembra l’anno buono per il Timão. Ma se lo chiamano anche “Todo Poderoso” un motivo c’è: più che “Onnipotente” tradurrei quel nickname con “Capace di tutto”. Anche di finire per perdere la qualificazione alla fase a gironi della Libertadores come è successo l’anno scorso.

- La camiseta della settimana: quella del Peñarol nella sfida amichevole contro il San Lorenzo, celebrazione dei 120 anni di storia del Carbonero. Una maglia da collezione a grandi scacchi gialli e neri. PS: Zalayeta continua a segnare, e anche tanto.

- Il fatto della settimana: Brasile-Argentina 2-0. Il Brasile vince il Superclásico de las Americas con nazionali che schieravano giocatori provenienti solo dal campionato brasiliano e da quello argentino. Stando alle regole, Sabella ha pensato di convocare tutti gli argentini più forti del Brasileirão: Guiñazú, Montillo, Bolatti, D’Alessandro. D’Alessandro è stato fermato da problemi fisici. Gli altri hanno giocato. L’Argentina è stata schiantata. In questo momento c’è una sola sentenza: nonostante io ami molti dei giocatori della Seleccion “local”, tra tutti Canteros, il campionato brasiliano è di un livello decisamente superiore. Non per niente giusto una settimana fa scrivevo che il calcio argentino non sta vivendo il miglior momento di sempre.

- Il fatto della settimana/2: quattro partite di Copa Sudamericana tra mercoledì notte e giovedì notte. In ognuna di queste giocava una squadra brasiliana o argentina. Totale vittorie di squadre brasiliane o argentine: zero. Come per confermare una volta di più che, specie dopo il Mondiale e la Copa America, anche a livello di club in SudAmerica lo sbilanciamento a favore di queste due potenze è crollato.

- Il fatto della settimana/3: sospeso il campionato peruviano dopo la morte del tifoso dell’Alianza Lima lanciato dagli spalti durante il Clásico contro l’Universitario. Le prossime partite si giocheranno a porte chiuse. Il pubblico tornerà dopo che tutti i club avranno avanzato e messo in pratica una valida proposta comune per combattere la violenza. Universitario e Alianza Lima hanno suggerito di giocare un’amichevole a maglie invertite (come se il Barcellona vestisse una camiseta blanca e il Real Madrid una camiseta blaugrana…). Intanto, in Argentina incidenti prima del Clásico di Avellaneda.

- La frase della settimana: Mauricio Macri (ex presidente Boca Juniors in visita per motivi politici in Spagna): “Questo Boca nella Liga sarebbe una squadra da metà classifica”. Il Boca è in testa al campionato argentino con 5 punti di vantaggio sull’Atletico Rafaela, non perde da 20 partite e nelle prime dieci giornate per otto volte non ha preso gol.

- La frase della settimana/2: Luis Fabiano (attaccante San Paolo) risponde alla domanda di un giornalista che gli chiede perché avesse annunciato che sarebbe tornato in campo contro il Corinthians dopo il suo lungo infortunio, mentre in realtà il giorno del rientro era lontano ancora due partite (ha giocato nella sconfitta 1-2 contro il Flamengo): “Non avevo alcuna possibilità di giocare, mi serviva ancora del tempo per recuperare. Ma è sempre giusto e divertente spaventare il Corinthians”. San Paolo-Corinthians è finita 0-0. All’andata il Corinthians aveva vinto 5-0.

- La frase della settimana/3: Felipe Scolari (allenatore Palmeiras) sui graffiti dei tifosi del Palmeiras che davano del Giuda a Kléber: “Farebbero meglio a non sprecare inutilmente tutta quella vernice. Finché ci sono io qui, le cose non cambieranno”. Felipe Scolari è in trattative con l’Anzhi, la squadra di Eto’o e Roberto Carlos, sponsorizzato proprio da Roberto Carlos.

- La giocata della settimana: Ernesto Javier Chevanton in Colon-Estudiantes. Entra a inizio secondo tempo, gioca dieci minuti, si fa male (infortunio muscolare). Esce piangendo e respingendo compagni e allenatore che cercano di consolarlo. Va dritto negli spogliatoi dopo aver attraversato tutto il campo e mentre i tifosi cantano tutti insieme cori per lui con la squadra sotto di un gol. Commovente. Ps: un minuto dopo la sostituzione di Chevanton, il Colon ha segnato con Federico Higuain (il fratello di Gonzalo).

- Il bello del SudAmerica: a proposito di Colon. Il blasfemo Chino Garcé è sotto attacco. I tifosi gli danno dell’ateo dopo che lui, a capo di un gruppetto di giocatori, ha portato via dallo stadio Cementerio de Los Elefantes la statua della Vergine di Guadalupe (Patrona di Santa Fe) donata nove anni fa da Jorge Fossati. Il motivo? La statua “porta sfiga”. La statua è sparita nel nulla, qualcuno dice sia a Monte Vera, qualcun altro a Buenos Aires. Avvocati, autorità ecclesiastiche, stampa: tutti stanno cercando la Vergine e provano a inchiodare il colpevole del “rapimento”. Il Colon, intanto, non sta andando male in campionato (è quarto con 17 punti), ma ogni volta che la squadra non vince, come è capitato contro l’Estudiantes, i tifosi fischiano furiosi. E una serie di infortuni pazzesca sembra una sinistra maledizione… che peraltro ha colpito pure Garcé, fermato da un problema muscolare a inizio campionato e schierato solo una volta su dieci partite.

- Il bello del SudAmerica/2: capita che l’allenatore decida di far “rilassare” i giocatori concedendo loro una partitella di calcio-tennis. Capita a maggior ragione se si gioca quasi tutti i giorni come sta succedendo in Colombia quest’anno (situazione figlia del Mondiale Under 20 che ha bloccato tutte le altre attività sportive nel Paese). Álvaro de Jesús Gómez, allenatore dell’Itagüí, difficilmente in futuro lascerà i suoi giocatori liberi di terminare la seduta d’allenamento con partitelle o giochetti da cortile. Perché? Perché uno dei suoi attaccanti, Efraín Viáfara, persa la calma per motivi ignoti, ha trasformato il calcio-tennis in kick-boxing, colpendo al volto (volontariamente) il compagno d’attacco Edwards Jiménez. Diagnosi: tre fratture facciali, trauma cranico e (se tutto va bene) due mesi di stop per Jiménez. Rescissione del contratto, con ogni probabilità, per Viáfara. Ma se calcia il pallone con la stessa potenza con cui calcia la faccia, è un talento naturale.
- Il bello del SudAmerica/3: la Federcalcio brasiliana ha reso pubblici i dati relativi alle medie spettatori annuali sui campi delle cento squadre impegnate nei campionati dalla Série A alla Série D. Risultato? La miglior media assoluta è quella del Santa Cruz Pernambucano, club di Série D che, secondo la stima CBF, porta oltre 33mila tifosi allo stadio ogni settimana. La curiosità, però, non è che il Santa Cruz abbia più tifosi di Corinthians, Flamengo e compagnia. Ma che questi dati sono talmente attendibili che la media dell’Itumbiara (club di cui abbiamo parlato anche nelle scorse settimane…) è di 10.032 spettatori, ossia il tutto esaurito dello stadio in cui gioca. Ogni settimana. Sempre pieno. Neppure un biglietto invenduto. Peccato che spesso, diciamo sempre, lo stadio Municipal Juscelino Kubitschek sia praticamente vuoto.

- Lo sfogo della settimana: Nicolás Russo, presidente del Lanus, contro l’allenatore del Boca Falcioni: “Condiziona le decisioni arbitrali e le decisioni di Sabella su chi convocare in nazionale, perché vuole che i suoi giocatori siano risparmiati”. Per il Superclásico de las Americas Sabella ha convocato cinque giocatori del Boca Juniors e zero del Lanus (per la verità aveva chiamato il secondo portiere Andrada, che però alla fine non è partito con la Seleccion per un problema a un ginocchio).

- Dal SudAmerica con furore: in sette partite su dieci del week-end di Serie A c’è stato almeno un gol di un giocatore sudamericano. Il più forte di tutti resta, secondo me, il Papu Gomez. Il più lanciato è Palacio. Il più felice Denis, che è stato chiamato nella nazionale argentina da Sabella in modo del tutto inatteso. Perché? Perché sostituira un altro attaccante, che purtroppo si è infortunato in questo fine settimana. Chi? Uno che chiamano Kun…

Futebol é paixão.

Citato da Cito



    • Dopo aver parlato dei pezzi della carta stampata sui giornalisti eccomi subito accontentato dal simpatico Cito. Ovviamente omette di segnalare che riparlo di Kraft perchè la regia propone il replay. Comunque va bene lo stesso.    

      L'ERRORE DI KRAFT - Pietro Nicolodi (Sky) durante Werder Brema-Hertha Berlino. «Thomas Kraft si sta rivelando un'ottima scelta per l'Hertha Berlino, chissà che possa essere un buon acquisto. Sta andando oltre ogni più rosea aspettativa». Un minuto dopo. «Thomas Kraft butta via tutto quello che ho detto di lui nel giro di mezzo secondo! Un errore inaccettabile per un portiere di Bundesliga! Il gol di Pizarro sull'erroraccio di Thomas Kraft». Due minuti dopo (ancora stupito) «Un errore senza senso». Dieci minuti dopo (non sa darsi pace) «Talmente inspiegabile l'intervento, anzi il non intervento di Thomas Kraft....» Mezz'ora dopo (affranto) «Dovete credermi, aveva giocato bene fino ad adesso...». Non fare così, ti crediamo sulla parola. 

domenica 2 ottobre 2011

Sunday Night pills

Un'altra lunga giornata di sport sta per terminare. Mancano ancora molte cose dal Nordamerica ma questo è il mio personale riassunto della situazione.

- Le partite allo Juventus Stadium non sembrano del campionato italiano. E' talmente bello che non sembra nostro.

- Terza timbrata di cartellino di Miroslav Klose in serie A. Contento di aver azzeccato il pronostico fino adesso. Meno contento che non giochi più nel Bayern. Con Heynckes avrebbe avuto più spazio. Affrettati (Hoeness e Rummenigge)

- L'estate non accenna a finire e il ciclo della vita è un po' scombussolato da queste temperature. Per fortuna a dare sicurezze ci pensa la difesa del Werder Brema. E' tornata quella dei tempi buoni. Vai col liscio è il motto del club werderaner. Bargfrede è il nuovo adepto della banda del buco. Frastornato.

- L'Amburgo è ultimo in classifica ma oggi il Volksparkstadion era strapieno come al solito con una coreografia da brivido. In compenso a vincere è stato lo Schalke con una meraviglia assoluta di Huntelaar (tacco al volo). Non una buona giornata per i milanisti. Arrabbiati (presumo).

- La prima partita di calcio internazionale della quale ho un ricordo nitido è Tottenham-Feyenoord finale uefa 1973-74. Da quel giorno sono diventato tifoso di tutte e due le squadre. Oggi è andata bene agli Spurs nel north-derby contro l'Arsenal (un po' di fortuna), malissimo al Feyenoord contro il Den Haag. Il ritorno alla normalità. Disillusi.

- Sempre in Inghilterra è fortunatamente finita l'avventura di Steve McLaren al Nottingham Forest. Ha fatto più danni dello sceriffo.Cacciato.

- Sbagliare è umano e mi capita molto spesso. Potrei scriverci dei libri con le stupidaggini dette nelle svariate telecronache. In ogni caso fare le pulci ai giornalisti televisivi che sbagliano è diventata una consuetudine insopportabile. Purtroppo non è televisivo fare un programma sulle topiche della carta stampata. Ci sarebbe materiale per ore come dimostrava Gianduia Vettorello ai tempi (bei) di mai dire gol. Al di là di questo vi segnalo una perla assoluta fornitami  da uno stimato collega: "la sfida tra Real Sociedad e Athletic Bilbao è stata vinta dai baschi"  Quali? Indeciso.

- Una volta odiavo le soste per le nazionali. Adesso sono una buona occasione per tornare a casa. Mutante.

- Europa e emisfero sud giocheranno un mini torneo al mondiale di rugby. Avrei preferito incroci migliori per avere una grande finale, ma alcuni quarti promettono scintille Affascinante..

- La Serbia ha vinto anche l'eurovolley al femminile. Chapeau.

- L'ultima giornata di regular season di MLB è stata talmente emozionante e drammatica (in senso sportivo s'intende) che pensavo di non appassionarmi ai play-off. Sono bastati due inning di Phillies-Cards e sono tornato ad esaltarmi. Lunedì doppio appuntamento su sky con la replica di gara 2 tra Phila e St Louis e la diretta di gara 3 tra Tampa e Texas. Ore 23 o giù di li. MGDB

Morgen ist auch Tritolo Tag

Pillolina di sarcasmo e amarezza

L'Italia del rugby bene nel primo tempo, non teme confronti (così mi dicono) nel terzo tempo, nel secondo, ineve, non benissimo.

Lo dico con grande amarezza perché il rugby mi piace molto e in questo sport sono un grande tifoso degli azzurri.

sabato 1 ottobre 2011

Miracoli, parate, dormite e sviste di vario genere e grado

Pensieri alla rinfusa di un sabato molto lontano dall'essere concluso. Contrariamente al solito si parla anche di arbitri,

- Oggi anche i più duri di testa dei tifosi del Bayern hanno capito che c'è una certa differenza tra l'avere in porta Thomas Kraft o Manuel Neuer.

- Il Bayern si è preso una giornata di sosta e la Bundesliga torna a respirare.

- Non fatevi ingannare dal 4-0 del BVB sull'Augusta Vindelicorum. Anche oggi troppo affanno.

- Mentre il Colonia era in visita al Reichstag,  l'Hertha Berlino ha vinto 3-0. Gran gol di Raffael

- Se quello di Raffael è solo un bel gol, quello di Eren Derdiyok (Leverkusenn) è di una bellezza stordente. Tecnicamente è un mostro. Spesso e volentieri si estranea.

-Blu contro rossi. Non pensa esista un accoppiamento cromatico migliore con un campo verde.
Everton contro Liverpool al Goodison Park era uno spettacolo per gli occhi. Poi, però, c'era anche uno vestito di giallo, l'internazionale Atkinson. Voleva essere ricordato e ha rovinato tutto.
 
- Tra i vari ruoli che pensavo di fare nella vita non c'è mai stata la professione di arbitro (sento parlare malissimo anche quello di San Siro).

- Mi piacciono da matti gli arbitri dei quali non ricordo il nome.

- Ho visto poche squadre giocare bene a calcio all'Old Trafford come il Norwich. Hanno sbagliato troppo, però, e alla fine, "stranamente" ha vinto lo United.

- Visto Tonga strapazzare la Francia ai mondiali di rugby, mi chiedo come abbia fatto a perdere con il Canada.


- Sono partiti i play-off di MLB e comincio a credere che Tampa sia la squadra del destino.
Dopo il fuoricampo di Dan Johnson (ho scoperto che non batteva una valida da aprile) è arrivata la vendemmiata di Kelly Shoppach con i Rangers. Da uno che batteva poco di più non ti aspetti due pepitoni e 5 punti battuti a casa in una partita.  

Per il momento è tutto, torniamo al Miller Park, poi al Citizens Bank Park e se non piove anche allo Yankee Stadium.